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Considerazioni del giorno 07 Gennaio 2025

La cultura monumentale è la memoria tangibile dell’umanità, un dialogo silenzioso tra il passato e il presente che ci invita a riflettere sulle radici della nostra identità. Ogni monumento racconta una storia: di conquiste, sogni e cadute, ma soprattutto di creatività e speranza. Preservare e valorizzare questi simboli non è solo un atto di rispetto per chi li ha costruiti, ma un dono alle generazioni future, affinché possano trovare ispirazione nella bellezza e nella conoscenza che essi custodiscono. Proteggere i monumenti significa onorare la memoria e costruire ponti tra epoche e culture, alimentando il senso di appartenenza a un mondo condiviso e ricco di diversità.

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𝐆𝐄𝐒𝐔̀ 𝐄 𝐈𝐋 “𝐅𝐈𝐆𝐋𝐈𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋’𝐔𝐎𝐌𝐎”: 𝐔𝐍 𝐓𝐈𝐓𝐎𝐋𝐎 𝐌𝐎𝐋𝐓𝐎 𝐏𝐈𝐔̀ 𝐂𝐎𝐌𝐏𝐋𝐄𝐒𝐒𝐎 𝐃𝐈 𝐐𝐔𝐀𝐍𝐓𝐎 𝐒𝐄𝐌𝐁𝐑𝐈

 Tra le espressioni utilizzate da Gesù nei Vangeli, poche sono enigmatiche quanto «Figlio dell’Uomo». È anche, significativamente, una delle formule che Gesù adopera più frequentemente parlando di sé. Il lettore moderno potrebbe interpretarla spontaneamente come una semplice affermazione della propria umanità, quasi in contrapposizione a «Figlio di Dio». Nel contesto del giudaismo del Secondo Tempio, tuttavia, le cose sono considerevolmente più complesse. L’espressione affonda le sue radici nella Bibbia ebraica. In ebraico ben ’adam e in aramaico bar enash/bar nasha possono indicare semplicemente un essere umano, un mortale. Nel libro di Ezechiele, per esempio, il profeta viene ripetutamente chiamato «figlio dell’uomo», con evidente riferimento alla sua condizione umana. Se disponessimo soltanto di questo uso, potremmo concludere che l’espressione non abbia alcun particolare significato messianico. Il quadro cambia radicalmente con il capitolo settimo del libro di Daniele. Il pro...

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𝐔𝐍'𝐈𝐒𝐂𝐑𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐆𝐄𝐍𝐒 𝐆𝐑𝐀𝐍𝐈𝐀 𝐑𝐄𝐈𝐌𝐏𝐈𝐄𝐆𝐀𝐓𝐀 𝐍𝐄𝐋 𝐂𝐎𝐌𝐏𝐋𝐄𝐒𝐒𝐎 𝐅𝐔𝐍𝐄𝐑𝐀𝐑𝐈𝐎 𝐃𝐈 𝐂𝐄𝐂𝐈𝐋𝐈𝐀 𝐌𝐄𝐓𝐄𝐋𝐋𝐀: 𝐎𝐒𝐒𝐄𝐑𝐕𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐄𝐏𝐈𝐆𝐑𝐀𝐅𝐈𝐂𝐇𝐄 𝐄 𝐒𝐓𝐎𝐑𝐈𝐂𝐇𝐄 𝐒𝐔 𝐐𝐔𝐈𝐍𝐓𝐔𝐒 𝐆𝐑𝐀𝐍𝐈𝐔𝐒 𝐋𝐀𝐁𝐄𝐎

Archeologia della Magna Grecia" di Emanuele Greco: alle radici della mia terra

ACCADEMIA ITALIANA DI EQUITAZIONE STORICA

Il cavaliere di colore Raimondo de Cabanni nella Napoli angioina: una storia di integrazione silenziosa

𝐄𝐑𝐎𝐈, 𝐄𝐐𝐔𝐈𝐓𝐈 𝐄 𝐏𝐎𝐋𝐈𝐒: 𝐈𝐋 𝐓𝐄𝐌𝐏𝐈𝐎 𝐃𝐄𝐈 𝐃𝐈𝐎𝐒𝐂𝐔𝐑𝐈 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐋𝐔𝐎𝐆𝐎 𝐃𝐈 𝐄𝐒𝐀𝐋𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐄𝐐𝐔𝐄𝐒𝐓𝐑𝐄 𝐍𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐍𝐀𝐏𝐎𝐋𝐈 𝐀𝐍𝐓𝐈𝐂𝐀

𝐈𝐥 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐢𝐦𝐛𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚 𝐚𝐫𝐚𝐠𝐨𝐧𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐚 𝐍𝐚𝐩𝐨𝐥𝐢

𝐋𝐚 𝐭𝐨𝐦𝐛𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐕𝐥𝐚𝐝? 𝐑𝐢𝐞𝐬𝐚𝐦𝐞 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞𝐧𝐝𝐚 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐥𝐚 𝐍𝐨𝐯𝐚

Collaborazioni

  • Castel Sant'Elmo - Napoli
  • Gallerie degli Uffizi di Firenze
  • Maschio Angioino - Comune di Napoli
  • Museo di Capodimonte - Napoli
  • Museo Filangieri di Napoli
  • Parco Archeologico dei Campi Flegrei
  • Parco Archeologico di Pompei
  • Parco Archeologico di Posillipo