Sparta, i bambini “deformi” e la costruzione di un mito storiografico
Tra le mie letture di questa estate, Sparta di Laura Pepe (Laterza, 2024) mi ha offerto lo spunto per tornare su una delle immagini più persistenti della storia spartana: quella dei neonati sottoposti a una sorta di selezione eugenetica pubblica e, qualora giudicati deformi o troppo deboli, eliminati sul Taigeto. È una nozione talmente radicata nella divulgazione, e spesso anche nella manualistica, da avere acquisito la forza apparente dell’evidenza. Eppure, tornando alle fonti, il quadro diventa assai meno sicuro. La celebre procedura non è infatti descritta dagli autori più vicini alla Sparta classica nei termini in cui siamo abituati a conoscerla. La testimonianza sulla quale sostanzialmente poggia questa ricostruzione è molto più tarda: Plutarco, Vita di Licurgo 16, 1-2 , autore di età imperiale che riferisce una pratica attribuita alla legislazione licurgica molti secoli prima. Secondo la lettura tradizionale del passo, il padre doveva presentare il neonato ai πρεσβύτατοι ...


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