𝐆𝐄𝐒𝐔̀ 𝐄 𝐈𝐋 “𝐅𝐈𝐆𝐋𝐈𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋’𝐔𝐎𝐌𝐎”: 𝐔𝐍 𝐓𝐈𝐓𝐎𝐋𝐎 𝐌𝐎𝐋𝐓𝐎 𝐏𝐈𝐔̀ 𝐂𝐎𝐌𝐏𝐋𝐄𝐒𝐒𝐎 𝐃𝐈 𝐐𝐔𝐀𝐍𝐓𝐎 𝐒𝐄𝐌𝐁𝐑𝐈
Tra le espressioni utilizzate da Gesù nei Vangeli, poche sono enigmatiche quanto «Figlio dell’Uomo». È anche, significativamente, una delle formule che Gesù adopera più frequentemente parlando di sé. Il lettore moderno potrebbe interpretarla spontaneamente come una semplice affermazione della propria umanità, quasi in contrapposizione a «Figlio di Dio». Nel contesto del giudaismo del Secondo Tempio, tuttavia, le cose sono considerevolmente più complesse. L’espressione affonda le sue radici nella Bibbia ebraica. In ebraico ben ’adam e in aramaico bar enash/bar nasha possono indicare semplicemente un essere umano, un mortale. Nel libro di Ezechiele, per esempio, il profeta viene ripetutamente chiamato «figlio dell’uomo», con evidente riferimento alla sua condizione umana. Se disponessimo soltanto di questo uso, potremmo concludere che l’espressione non abbia alcun particolare significato messianico. Il quadro cambia radicalmente con il capitolo settimo del libro di Daniele. Il pro...




.jpeg)


