Considerazioni del giorno 07 Gennaio 2025

La cultura monumentale รจ la memoria tangibile dell’umanitร , un dialogo silenzioso tra il passato e il presente che ci invita a riflettere sulle radici della nostra identitร . Ogni monumento racconta una storia: di conquiste, sogni e cadute, ma soprattutto di creativitร  e speranza. Preservare e valorizzare questi simboli non รจ solo un atto di rispetto per chi li ha costruiti, ma un dono alle generazioni future, affinchรฉ possano trovare ispirazione nella bellezza e nella conoscenza che essi custodiscono. Proteggere i monumenti significa onorare la memoria e costruire ponti tra epoche e culture, alimentando il senso di appartenenza a un mondo condiviso e ricco di diversitร .

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La porta bronzea del Castelnuovo, comunemente nota come porta aragonese, rappresenta uno dei manufatti piรน significativi dell’arte napoletana del Quattrocento. Commissionata da Ferrante I d’Aragona per celebrare la vittoria sui baroni ribelli, essa รจ non solo un documento storico e politico, ma anche un complesso sistema simbolico, nel quale l’immagine e la materia si uniscono per costruire una narrazione del potere e della conoscenza. Tra i rilievi che la compongono, il piccolo medaglione raffigurante un libro aperto costituisce un elemento di particolare interesse. Apparentemente semplice, esso si rivela un segno denso di significati che intrecciano dimensione politica, spirituale e, in parte, esoterica.
La raffigurazione del libro, rivolto verso l’interno del castello, sembra evocare anzitutto l’idea della conoscenza custodita, del sapere che non si espone immediatamente ma si protegge entro la soglia del potere. Nella cultura aragonese del Quattrocento, profondamente permeata dall’umanesimo e dalla simbologia rinascimentale, il libro รจ simbolo di autoritร  e di legittimazione. L’atto di conoscere e di conservare il sapere rappresentava, per il sovrano, una prerogativa regale: leggere significava dominare, e dominare significava ordinare il mondo secondo principi di razionalitร  e giustizia. L’immagine del libro aperto, ma non completamente esposto, allude dunque a una conoscenza parziale, rivelata solo a chi รจ degno di accedervi, come avviene nei sistemi simbolici di matrice iniziatica.
Nel linguaggio figurativo del tempo, il libro รจ spesso legato alla Sapienza divina e alla Legge. Non a caso, nei rilievi sacri o civili del XV secolo, l’immagine del libro accompagna figure di profeti, giudici o sovrani illuminati, in cui la giustizia deriva dall’ordine della conoscenza. Nella porta aragonese di Castelnuovo, la collocazione del libro in prossimitร  della soglia non รจ casuale: la porta, luogo di passaggio e di separazione, diventa lo spazio simbolico nel quale si decide chi puรฒ entrare nel dominio del sapere e chi deve restarne fuori. Il libro rivolto verso l’interno puรฒ quindi essere letto come un segno di selezione, una soglia intellettuale oltre che fisica. Chi entra nel castello entra anche, metaforicamente, nel dominio della conoscenza e della memoria storica che la monarchia aragonese intendeva custodire.
Esiste tuttavia anche una lettura piรน sottile, di natura esoterica, che riconosce nel libro un simbolo della “conoscenza rivelata”. In molte tradizioni iconografiche tardo-medievali, l’immagine del libro indica il mistero della parola divina, la sapienza nascosta nelle cose del mondo. In questa prospettiva, la direzione del libro verso l’interno puรฒ alludere al movimento interiore della mente e dello spirito: conoscere non significa accumulare nozioni, ma penetrare nel significato profondo della realtร .
Il libro, in tal senso, รจ un simbolo da comprendere, e la sua posizione nella porta aragonese suggerisce che il vero sapere si trova all’interno, non all’esterno. รˆ il sapere che illumina il sovrano e la sua corte, ma che rimane invisibile agli occhi del profano.
La materia stessa della scultura rafforza questa interpretazione. Il bronzo, metallo incorruttibile e luminoso, รจ da sempre associato alla perennitร  e alla trasformazione alchemica. La sua capacitร  di riflettere la luce, pur restando opaco, lo rende simbolo di un sapere che si manifesta attraverso la forma ma che conserva al proprio interno un mistero impenetrabile. Il libro di bronzo, scolpito in rilievo e circondato da un cerchio, diventa cosรฌ una figura di mediazione tra visibile e invisibile, tra conoscenza terrena e conoscenza spirituale. Il cerchio che lo racchiude evoca l’idea di totalitร  e di compimento, ma anche di protezione: la conoscenza รจ sacra e deve essere custodita.
L’iconografia del libro aperto trova riscontri anche in altri contesti aragonesi, come nei rilievi di Alfonso il Magnanimo a Napoli o nei cicli catalani coevi, dove il libro rappresenta la continuitร  tra il sapere classico e la sapienza cristiana. Tuttavia, a Napoli questo simbolo assume una sfumatura peculiare, in quanto inserito in un ambiente dove la cultura umanistica convive con tradizioni popolari e misteriche, dall’alchimia alla cabala, dalla devozione mariana ai culti sotterranei. La cittร  stessa, stratificata e simbolica, diventa un libro da leggere, e la porta aragonese il suo frontespizio metallico. Il libro scolpito diventa cosรฌ metafora della cittร : una pagina aperta che perรฒ non si lascia decifrare completamente, un testo che si offre allo sguardo ma che richiede un atto di interpretazione.
In questa prospettiva, il simbolo del libro รจ un manifesto della cultura aragonese a Napoli. Esso sintetizza la tensione fra sapere e potere, fra visibilitร  e segretezza, fra materia e spirito. Conoscere il significato di quel libro significa riconoscere che il potere, per Ferrante d’Aragona e la sua corte, si fondava sulla capacitร  di governare attraverso il sapere, di costruire un ordine del mondo basato sulla conoscenza e sulla memoria.
La porta del castello, ornata da quel simbolo, รจ dunque un varco intellettuale: introduce alla cittadella del sapere, alla “corte della mente” dove la cultura, l’arte e la politica si fondono in un unico linguaggio.
Roberto Cinquegrana

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Collaborazioni

  • Castel Sant'Elmo - Napoli
  • Gallerie degli Uffizi di Firenze
  • Maschio Angioino - Comune di Napoli
  • Museo di Capodimonte - Napoli
  • Museo Filangieri di Napoli
  • Parco Archeologico dei Campi Flegrei
  • Parco Archeologico di Pompei
  • Parco Archeologico di Posillipo

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