Considerazioni del giorno 07 Gennaio 2025

La cultura monumentale รจ la memoria tangibile dell’umanitร , un dialogo silenzioso tra il passato e il presente che ci invita a riflettere sulle radici della nostra identitร . Ogni monumento racconta una storia: di conquiste, sogni e cadute, ma soprattutto di creativitร  e speranza. Preservare e valorizzare questi simboli non รจ solo un atto di rispetto per chi li ha costruiti, ma un dono alle generazioni future, affinchรฉ possano trovare ispirazione nella bellezza e nella conoscenza che essi custodiscono. Proteggere i monumenti significa onorare la memoria e costruire ponti tra epoche e culture, alimentando il senso di appartenenza a un mondo condiviso e ricco di diversitร .

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In riferimento ai miei studi di archeologia e di cavalleria greca, e in previsione del mio prossimo libro, si rende metodologicamente opportuno mettere in evidenza il nesso strutturale che lega il cuore monumentale di Napoli alla dimensione equestre attraverso la mediazione simbolica del Tempio dei Dioscuri di Napoli, inteso non soltanto come testimonianza cultuale, ma come espressione paradigmatica di un’ideologia aristocratica pienamente inscritta nella tradizione greca della cittร .
Nel quadro della persistenza ellenica in area campana, Napoli, l’antica Neapolis, appare infatti come un contesto urbano nel quale la continuitร  culturale greca non si limitรฒ alla sfera linguistica o religiosa, ma si tradusse in una coerente autorappresentazione delle รฉlite cittadine, capace di utilizzare il mito quale strumento di legittimazione sociale e politica. Il culto dei Dioscuri, collocato in posizione centrale nello spazio urbano, assume in questa prospettiva una funzione eminentemente ideologica, poichรฉ Castore e Polluce condensano in forma mitica l’ideale aristocratico dell’aretรฉ, fondata sull’eccellenza fisica, sul controllo del corpo e sulla padronanza dell’arte equestre.
Castore, figura paradigmatica del cavaliere addestrato, e Polluce, incarnazione della forza disciplinata e agonale, non rappresentano semplicemente due competenze complementari, ma articolano un modello unitario di superioritร  sociale che trova nella cavalleria il suo segno piรน visibile e selettivo. In una polis come Neapolis, nella quale l’appartenenza all’รฉlite implicava la capacitร  di sostenere i costi materiali e simbolici del cavallo, dell’armamento e dell’addestramento, l’equitazione si configurava come pratica distintiva e come linguaggio di potere, immediatamente riconoscibile nello spazio pubblico.
Il tempio dei Dioscuri, con la sua monumentalitร  e la sua integrazione nel tessuto urbano, traduceva tale linguaggio in architettura, rendendo permanente e visibile l’egemonia culturale di una classe dirigente che si autorappresentava come naturalmente predisposta al comando. In questo senso, la cosiddetta cavalleria greca napoletana non va intesa come un corpo militare formalizzato, bensรฌ come una categoria sociale e simbolica, un’aristocrazia equestre che trovava nel mito dei Dioscuri la propria legittimazione trascendente.
Il riferimento ai gemelli divini consentiva di inscrivere la superioritร  di questa รฉlite in un ordine cosmico e sovrumano, trasformando l’abilitร  equestre e la disciplina guerriera in attributi quasi ontologici, piuttosto che in semplici competenze acquisite. Il tempio operava dunque come luogo di sintesi tra culto, spazio urbano e ideologia, rafforzando l’idea che l’equilibrio della comunitร  cittadina fosse garantito da un gruppo ristretto di cittadini selezionati, educati secondo modelli greci e protetti da divinitร  che avevano fatto del cavallo il segno distintivo della loro identitร .
L’esaltazione dell’รฉlite equestre di Neapolis attraverso la simbologia dei Dioscuri si configura pertanto come un atto consapevole di costruzione identitaria, mediante il quale la cittร  riaffermรฒ, anche in fasi di crescente romanizzazione, la propria appartenenza al mondo greco e la centralitร  di un’aristocrazia fondata sull’eccellenza equestre, inscrivendo tale visione del potere nella durata della memoria urbana e monumentale.

NOTE:
Il Tempio dei Dioscuri di Napoli si trova sulla moderna Piazza San Gaetano, nel cuore del centro storico antico, in corrispondenza dell’antico foro di Neapolis, l’area civica e religiosa centrale della cittร  greca e poi romano-ellenistica. Sull’area dell’antico tempio รจ stata costruita la Basilica di San Paolo Maggiore, i cui restauri barocchi inglobano parte delle strutture antiche; delle originarie colonne del tempio ne restano solo due colonne corinzie inserite nella facciata della basilica come unico elemento visibile dell’edificio sacro di etร  tiberiana. Questi resti architettonici testimoniano la posizione strategica del tempio nel tessuto urbanistico antico, andando a segnare lo snodo urbano tra decumani, spazio pubblico e monumentalitร  religiosa che caratterizzava la Neapolis greco-romana.

Roberto Cinquegrana

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Collaborazioni

  • Castel Sant'Elmo - Napoli
  • Gallerie degli Uffizi di Firenze
  • Maschio Angioino - Comune di Napoli
  • Museo di Capodimonte - Napoli
  • Museo Filangieri di Napoli
  • Parco Archeologico dei Campi Flegrei
  • Parco Archeologico di Pompei
  • Parco Archeologico di Posillipo

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