Considerazioni del giorno 07 Gennaio 2025

La cultura monumentale Γ¨ la memoria tangibile dell’umanitΓ , un dialogo silenzioso tra il passato e il presente che ci invita a riflettere sulle radici della nostra identitΓ . Ogni monumento racconta una storia: di conquiste, sogni e cadute, ma soprattutto di creativitΓ  e speranza. Preservare e valorizzare questi simboli non Γ¨ solo un atto di rispetto per chi li ha costruiti, ma un dono alle generazioni future, affinchΓ© possano trovare ispirazione nella bellezza e nella conoscenza che essi custodiscono. Proteggere i monumenti significa onorare la memoria e costruire ponti tra epoche e culture, alimentando il senso di appartenenza a un mondo condiviso e ricco di diversitΓ .

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Nel corso dei miei studi universitari, mentre sono impegnato nella preparazione del prossimo esame di Archeologia Medievale, mi sono imbattuto in un approfondimento che ho trovato particolarmente interessante e che desidero condividere. Quando pensiamo all’alfabeto cirillico siamo portati quasi automaticamente ad associarlo alla Russia, ma la sua storia ci conduce molto piΓΉ indietro, nel cuore dell’Europa medievale e nei rapporti tra Bisanzio, il mondo slavo e la Bulgaria.
Nel IX secolo i fratelli bizantini Cirillo e Metodio, originari di Tessalonica, furono inviati presso gli Slavi della Grande Moravia per diffondere il cristianesimo in una lingua comprensibile alle popolazioni locali. Per tradurre i testi sacri Cirillo elaborΓ² il glagolitico, primo alfabeto destinato alla lingua letteraria slava. È importante sottolineare, quindi, che Cirillo non creΓ² direttamente l’alfabeto che oggi porta il suo nome: il cirillico nacque successivamente nell’ambiente culturale sviluppato dai suoi discepoli.
Dopo la morte di Metodio nell’885, alcuni di questi discepoli, perseguitati ed espulsi dalla Grande Moravia, trovarono accoglienza nel Primo Impero Bulgaro di Boris I. Fu soprattutto nelle scuole letterarie di Preslav e Ocrida che l’ereditΓ  di Cirillo e Metodio venne conservata e sviluppata. Tra la fine del IX e l’inizio del X secolo, probabilmente nell’ambiente di Preslav, prese forma il cirillico, basato in larga misura sulla scrittura greca ma adattato ai suoni delle lingue slave. La Bulgaria divenne cosΓ¬ uno dei principali centri della cultura cristiana slava medievale.
Soltanto successivamente questa tradizione raggiunse la Rus’ di Kiev, soprattutto dopo la cristianizzazione promossa dal principe Vladimir nel 988. La Rus’ potΓ© quindi ricevere, insieme al cristianesimo di tradizione bizantina, un patrimonio di testi e una lingua ecclesiastica slava giΓ  sviluppati nel mondo balcanico. Il percorso storico Γ¨ dunque piΓΉ complesso della comune associazione tra cirillico e Russia: parte da Bisanzio e dalla missione di Cirillo e Metodio, passa in maniera decisiva attraverso la Bulgaria medievale e solo in seguito raggiunge la Rus’.
È proprio questo l’aspetto che piΓΉ mi ha colpito durante il mio approfondimento: dietro un alfabeto che oggi identifichiamo immediatamente con determinate nazioni si nasconde in realtΓ  una storia di incontri culturali, cristianizzazione, politica e trasmissione del sapere che attraversa gran parte dell’Europa medievale.
Roberto Cinquegrana

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Collaborazioni

  • Castel Sant'Elmo - Napoli
  • Gallerie degli Uffizi di Firenze
  • Maschio Angioino - Comune di Napoli
  • Museo di Capodimonte - Napoli
  • Museo Filangieri di Napoli
  • Parco Archeologico dei Campi Flegrei
  • Parco Archeologico di Pompei
  • Parco Archeologico di Posillipo

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