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Il Mos Maiorum, inteso come complesso di valori e norme non scritte trasmesse dagli antenati, costituiva il fondamento della coesione sociale e politica di Roma. In esso si rifletteva un ethos improntato a virtรน quali la fides, ossia la lealtร e l’affidabilitร nei rapporti, la virtus, intesa come coraggio militare e dedizione al bene della comunitร , la pietas, che sanciva il rispetto verso gli dรจi, la patria e la famiglia, e infine la gravitas e la dignitas, che delineavano un ideale di serietร morale e decoro personale.
Nel Medioevo, in un contesto storico radicalmente mutato, emerse l’ideale cavalleresco come codice di comportamento per la nobiltร guerriera, influenzato tanto dalla tradizione germanica quanto dalla religione cristiana e dalle esigenze del sistema feudale. L’etica cavalleresca enfatizzava il valore dell’onore, da intendersi come reputazione sociale costruita attraverso il coraggio e la lealtร , la fedeltร verso il signore e la Chiesa, la pietร cristiana intesa come difesa dei deboli, dei poveri e dei pellegrini, e infine la capacitร di incarnare un modello di comportamento esemplare per la propria classe sociale.
Sebbene le differenze siano significative, soprattutto per quanto riguarda la matrice religiosa che permea la cavalleria rispetto al carattere civico e laico del Mos Maiorum, รจ evidente come alcuni nuclei concettuali trovino una sostanziale continuitร . La fides romana, basata sulla parola data e sulla fedeltร ai vincoli sociali, si rispecchia nella fedeltร feudale e nel vincolo vassallatico, mentre la virtus militare trova una sua eco nel valore guerriero del cavaliere, entrambi concepiti come strumenti di difesa della comunitร di appartenenza.
La pietas romana, rivolta alla sfera religiosa e familiare, si trasforma in pietร cristiana, ma mantiene la funzione di legittimare il comportamento del guerriero in nome di un ordine superiore. Anche l’onore, inteso come elemento costitutivo dell’identitร , rappresenta un asse di continuitร , poichรฉ tanto per il cittadino romano quanto per il cavaliere medievale la perdita dell’onore equivaleva a una forma di morte civile. In questo senso si puรฒ affermare che la cavalleria medievale, pur innestandosi su radici germaniche e cristiane, abbia rielaborato e perpetuato principi giร presenti nel Mos Maiorum, adattandoli a una societร strutturata sul feudalesimo e sull’autoritร religiosa.
Ciรฒ che muta รจ la funzione sociale del codice: mentre a Roma il Mos Maiorum mirava alla salvaguardia della res publica e alla continuitร delle istituzioni, la cavalleria serviva a consolidare il ruolo della nobiltร feudale e a conferire una legittimazione etica e religiosa al potere militare.
Eppure, in entrambi i casi, il codice comportamentale non รจ soltanto una regola di vita individuale, ma soprattutto un dispositivo collettivo di integrazione e di trasmissione di valori, un collante capace di garantire stabilitร , ordine e senso di appartenenza.



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