Considerazioni del giorno 07 Gennaio 2025

La cultura monumentale รจ la memoria tangibile dell’umanitร , un dialogo silenzioso tra il passato e il presente che ci invita a riflettere sulle radici della nostra identitร . Ogni monumento racconta una storia: di conquiste, sogni e cadute, ma soprattutto di creativitร  e speranza. Preservare e valorizzare questi simboli non รจ solo un atto di rispetto per chi li ha costruiti, ma un dono alle generazioni future, affinchรฉ possano trovare ispirazione nella bellezza e nella conoscenza che essi custodiscono. Proteggere i monumenti significa onorare la memoria e costruire ponti tra epoche e culture, alimentando il senso di appartenenza a un mondo condiviso e ricco di diversitร .

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Nel gennaio del 1527 la cittร  di Napoli attraversava una delle crisi piรน drammatiche della sua storia. La peste infuriava mietendo vittime a migliaia, le casse cittadine erano dissanguate dalle pretese fiscali della monarchia spagnola, la carestia e l’instabilitร  politica alimentavano il malcontento popolare. รˆ in questo scenario che nasce uno degli episodi piรน singolari della devozione cristiana, passato alla storia come il Patto di San Gennaro. Non si trattรฒ di una semplice espressione di religiositร  collettiva, bensรฌ di un atto formale e giuridico: il 13 gennaio 1527, alla presenza di un notaio, i rappresentanti dei cinque sedili nobili (Capuana, Nido, Montagna, Portanova e Porto) insieme al rappresentante del Sedile del Popolo si riunirono nel Duomo e stipularono un vero contratto con il loro patrono, San Gennaro.

Il rogito recita, in forma latina e volgare, che i deputati “promettono et fanno voto donare de’ denari pubblici di questa cittร  ducati undecimila, videlicet mille d’oro per lo tabernacolo della Venerabile Eucharistia et Sacramento, et diecimila altri per lo sacello da riponere lo reliquiario del Beato Januario, protettore di questa cittร , acciรฒ che interceda avanti lo cospetto de Dio per la liberatione dalla peste di questa cittร ”. L’atto, oggi conservato ed esposto presso il Museo del Tesoro di San Gennaro, non lascia dubbi sulla natura del gesto: รจ un vero e proprio contratto di reciprocitร , in cui i napoletani si impegnano a garantire culto, onori e costruzione di una cappella dedicata al santo, e in cambio chiedono protezione dalle calamitร  che li opprimono.

La singolaritร  del Patto di San Gennaro risiede proprio in questo carattere giuridico. Non si tratta di un semplice voto o di una promessa collettiva, ma di un documento notarile con tanto di firme dei rappresentanti della cittร , a sancire un’alleanza tra la comunitร  civile e il santo patrono. รˆ un esempio unico di religiositร  civica e giuridica, in cui il santo viene riconosciuto non solo come intercessore celeste, ma come cittadino e garante a tutti gli effetti, vincolato a un dovere verso la cittร . La fondazione della Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro, completata nel XVII secolo dopo travagliate vicende, รจ il frutto diretto di quell’impegno, cosรฌ come l’istituzione della Deputazione del Tesoro di San Gennaro, organismo laico che ancora oggi sovrintende alla custodia delle reliquie e degli ex voto.

Il Patto ha avuto conseguenze profonde e durature. A partire da quel momento, la relazione tra Napoli e San Gennaro non รจ stata piรน soltanto devozionale, ma contrattuale: ogni volta che il sangue del santo si liquefa nelle celebrazioni di maggio, settembre e dicembre, i napoletani leggono l’evento come una conferma della validitร  del giuramento, una verifica del fatto che il loro patrono rispetta i patti. Nei momenti di crisi, dalle eruzioni del Vesuvio alle guerre, dalle epidemie ai disastri naturali, la cittร  si รจ rivolta a lui non soltanto come al proprio protettore spirituale, ma come al garante di un impegno sancito con atto pubblico.

Dal punto di vista storico e storiografico, il Patto di San Gennaro รจ stato studiato come un caso emblematico di religiositร  barocca e di rapporto tra fede e politica nella Napoli vicereale. Storici come Benedetto Croce ne hanno sottolineato il carattere civico e quasi “contrattualistico”, mentre piรน recentemente gli studi sul Tesoro di San Gennaro (si veda Causa – de Simone, Il Tesoro di San Gennaro, Electa Napoli, 2003) hanno evidenziato il ruolo di quell’atto come fondamento di una devozione che ha saputo trasformarsi in istituzione laica e civile, resistendo nei secoli all’influenza diretta della Chiesa e dello Stato.

Oggi, a quasi cinquecento anni di distanza, il documento del 1527 continua a essere un simbolo della peculiare identitร  napoletana. Nessun’altra cittร  al mondo ha mai stipulato un patto scritto con il proprio patrono, trasformando un santo in una sorta di “cittadino onorario” tenuto a rispondere dei suoi impegni. รˆ in questa dimensione unica che va compreso il legame viscerale dei napoletani con San Gennaro: non solo devozione religiosa, ma alleanza, fedeltร  reciproca e, per molti, un vero contratto che ancora oggi vincola il santo a difendere la sua cittร .

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Collaborazioni

  • Castel Sant'Elmo - Napoli
  • Gallerie degli Uffizi di Firenze
  • Maschio Angioino - Comune di Napoli
  • Museo di Capodimonte - Napoli
  • Museo Filangieri di Napoli
  • Parco Archeologico dei Campi Flegrei
  • Parco Archeologico di Pompei
  • Parco Archeologico di Posillipo

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