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Gragnano, la “cittΓ dell’arte bianca”, non Γ¨ soltanto sinonimo di pasta di qualitΓ , ma Γ¨ anche custode di una storia che affonda le radici in un passato millenario. Le sue origini come centro di lavorazione della farina risalgono all’epoca romana, come dimostrano preziosi reperti archeologici: tra questi, il forno di Via Carmiano, straordinariamente conservato, e un pane fossilizzato rimasto intatto sotto la cenere dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., la stessa che seppellΓ¬ Pompei ed Ercolano.
Il legame di Gragnano con l’arte molitoria e panificatoria non Γ¨ frutto del caso. Il territorio prende il nome dalla Gens Grania, un’antica famiglia romana proprietaria di vaste terre in questa zona fertile e strategica, posta tra il mare e le pendici dei Monti Lattari. Fu proprio questa gens a lasciare un segno duraturo nella cultura e nell’economia locali, gettando le basi di una tradizione alimentare che nei secoli si sarebbe evoluta fino a fare di Gragnano la patria della pasta.
Nel Medioevo, i mulini ad acqua lungo il torrente Vernotico e le vie assolate dove la pasta veniva stesa a essiccare segnarono il paesaggio urbano e la vita quotidiana. Con il tempo, l’esperienza artigianale si affinΓ², unendo antiche conoscenze con tecniche sempre piΓΉ raffinate, fino a dare vita a un prodotto che oggi Γ¨ riconosciuto in tutto il mondo come Pasta di Gragnano IGP.
Ancora oggi, passeggiando per le strade storiche della cittΓ , si respira quel connubio di storia, arte e sapienza gastronomica che dalla Gens Grania arriva fino alle tavole contemporanee: un filo di farina e memoria che unisce passato e presente.
Immagine 1: Pane di Ercolano fossilizzato appartenuto a Quintus Granius Verus, proprietario della Casa dei Cervi.
Immagine 2 : Araldica della Famiglia Cinquegrana in cui una mano stringe 5 steli di grano simbolo della famiglia.




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