Considerazioni del giorno 07 Gennaio 2025

La cultura monumentale รจ la memoria tangibile dell’umanitร , un dialogo silenzioso tra il passato e il presente che ci invita a riflettere sulle radici della nostra identitร . Ogni monumento racconta una storia: di conquiste, sogni e cadute, ma soprattutto di creativitร  e speranza. Preservare e valorizzare questi simboli non รจ solo un atto di rispetto per chi li ha costruiti, ma un dono alle generazioni future, affinchรฉ possano trovare ispirazione nella bellezza e nella conoscenza che essi custodiscono. Proteggere i monumenti significa onorare la memoria e costruire ponti tra epoche e culture, alimentando il senso di appartenenza a un mondo condiviso e ricco di diversitร .

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Scrivere un libro sulla Cavalleria Greca richiede uno studio approfondito dei principali autori classici. Tra questi, Eliano occupa un posto di rilievo, pur scrivendo tra il I e il II secolo d.C. In precedenza abbiamo giร  analizzato figure come Arriano, Senofonte e Asclepiodoto, e concludiamo ora questo ciclo dedicato agli strateghi militari antichi con un altro protagonista fondamentale.
Il mio intento รจ quello di ricomporre, tassello dopo tassello, l’intero quadro della cavalleria classica, per poi spostare l’attenzione sui luoghi che ne furono teatro: la Magna Grecia e le sue battaglie. La cavalleria รจ da sempre il filo conduttore delle mie ricerche, un tema che non ho mai abbandonato, nonostante le inevitabili prioritร  che hanno segnato gli ultimi tre anni.
Questa prossima pubblicazione rappresenta per me non solo una naturale evoluzione del lavoro svolto fino ad ora, ma anche una nuova fonte di stimolo e di energia, un modo per continuare a sentirmi profondamente legato a questo mondo che da sempre mi appassiona.
La ๐“๐š๐ญ๐ญ๐ข๐œ๐š ๐๐ข ๐„๐ฅ๐ข๐š๐ง๐จ (Taktikรฉ Theorรญa), composta probabilmente tra la fine del I e l’inizio del II secolo d.C., rappresenta uno dei piรน importanti trattati di arte militare dell’antichitร . L’autore, Aelianus Tacticus, era un ufficiale romano di lingua greca e decise di raccogliere e sistematizzare la tradizione tattica ellenistica, non con l’intento di descrivere guerre contemporanee, ma piuttosto per fornire ai comandanti uno strumento teorico che potesse supportare l’addestramento e la formazione delle truppe.
Il cuore dell’opera รจ dedicato all’addestramento e all’impiego della fanteria pesante, in particolare opliti e falangiti, considerati gli eredi della grande tradizione macedone. Eliano si sofferma in maniera minuziosa sulle formazioni di battaglia, dalle file alle schiere fino alle imponenti falangi, spiegandone le evoluzioni tattiche, ossia i movimenti ordinati che le truppe avrebbero dovuto compiere sul campo. La precisione della sua trattazione emerge soprattutto nel ricco apparato di terminologia tecnica e comandi, spesso mutuati dalla tradizione macedone, che permettevano ai soldati di eseguire le manovre in maniera coordinata. Questo sistema di ordini, riportato rigorosamente in greco, fa della Tattica una fonte preziosa per lo studio della terminologia militare antica.
Sebbene Eliano considerasse la falange macedone il modello ideale di organizzazione militare, รจ importante ricordare che al tempo della stesura dell’opera questa formazione era giร  stata superata dalla maggiore flessibilitร  delle legioni romane. Tuttavia, l’autore non si preoccupรฒ di descrivere la realtร  operativa della guerra del suo tempo, preferendo restare ancorato alla tradizione classica e agli insegnamenti degli antichi teorici come Asclepiodoto e Polibio. La sua opera, dunque, ha carattere piรน teorico e didattico che pratico: non รจ un manuale destinato al combattimento immediato, ma un compendio concepito per istruire ufficiali e soldati sulle manovre e sull’ordine.
La Tattica di Eliano conobbe una fortuna notevole nei secoli successivi. Il testo fu tradotto in latino giร  in epoca tardoantica e venne ampiamente utilizzato nel Medioevo e nel Rinascimento, soprattutto nel mondo bizantino e arabo, per poi diffondersi anche in Europa occidentale. Per gli umanisti, che vedevano nella riscoperta della scienza militare un elemento centrale della cultura classica, l’opera costituรฌ un modello teorico di ordinamento delle truppe e un prezioso legame con la grande tradizione bellica del passato.
La sua influenza attraversรฒ quindi epoche e culture diverse, confermando l’importanza di un testo che, pur radicato nel mondo ellenistico, riuscรฌ a parlare ai teorici della guerra per oltre un millennio.

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Collaborazioni

  • Castel Sant'Elmo - Napoli
  • Gallerie degli Uffizi di Firenze
  • Maschio Angioino - Comune di Napoli
  • Museo di Capodimonte - Napoli
  • Museo Filangieri di Napoli
  • Parco Archeologico dei Campi Flegrei
  • Parco Archeologico di Pompei
  • Parco Archeologico di Posillipo

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