๐๐ฅ ๐๐จ๐ง๐๐๐ญ๐ญ๐จ ๐๐ข ฮฮฟฯ ͂ฯ ๐ง๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐ ๐ข๐ฅ๐จ๐ฌ๐จ๐๐ข๐ ๐๐ซ๐๐๐ ๐๐ง๐ญ๐ข๐๐
Nel linguaggio comune dell’antica Grecia, noรปs poteva indicare semplicemente la prontezza di spirito, il buon senso, l’intelligenza pratica. Ma giร nei presocratici acquista una profonditร inattesa. Anassagora, nel V secolo a.C., fu il primo a trasformarlo in un principio cosmico. Secondo lui, il ฮฝฮฟแฟฆฯ รจ ciรฒ che ha ordinato il caos primordiale, un’intelligenza separata dalla materia, capace di dare forma all’universo. Un pensiero puro, senza peso nรฉ corpo, che tuttavia muove ogni cosa. Una vera rivoluzione concettuale: il cosmo non nasce dal caso, ma da una mente.
Platone riprende il concetto e lo inserisce nella sua teoria delle Idee. Per lui, il noรปs รจ la facoltร piรน alta dell’anima, quella che permette di vedere la realtร vera, invisibile agli occhi: il mondo delle Idee. Nel suo dialogo Timeo, Platone immagina che sia attraverso il noรปs che il Demiurgo, una sorta di architetto divino, abbia plasmato il mondo, mirando al Bene e all’Ordine. Il noรปs diventa dunque anche uno strumento di visione: non si limita a pensare, ma contempla ciรฒ che รจ eterno.
Con Aristotele, il discorso si fa ancora piรน tecnico. Aristotele distingue tra un noรปs passivo, che riceve le forme, e un noรปs attivo, che invece le attualizza, come una luce che rende visibili i colori. Quest’ultimo รจ per lui immortale, separato, e rappresenta forse l’aspetto piรน divino dell’uomo. Il noรปs attivo รจ ciรฒ che in noi รจ eterno, ed รจ attraverso di esso che possiamo cogliere le veritร universali. Per Aristotele, conoscere non รจ solo accumulare informazioni, ma diventare, in qualche modo, ciรฒ che si conosce. Conoscere il giusto รจ essere giusti, almeno per un momento. ร attraverso il noรปs che l’uomo si innalza al livello del divino.
Il concetto non si esaurisce perรฒ con la filosofia classica. I neoplatonici, in particolare Plotino, radicalizzano la visione platonica: il noรปs diventa la seconda ipostasi della realtร , emanata dall’Uno, e contiene in sรฉ tutte le Idee, tutte le forme del reale. Non รจ piรน solo una facoltร dell’anima, ma una realtร oggettiva, quasi una divinitร pensante. Il noรปs di Plotino pensa se stesso, e pensando se stesso, contiene il mondo intero. L’universo รจ pensiero pensante.
Questa idea ha influenzato profondamente la filosofia cristiana, soprattutto in ambito orientale. Nei Padri del deserto e nei mistici bizantini, il noรปs รจ la parte piรน pura dell’anima, quella che puรฒ, una volta purificata, entrare in comunione con Dio. Celebre รจ la frase di Evagrio Pontico: “Il noรปs, purificato, vede Dio.” Per questi autori, il noรปs non รจ soltanto ragione: รจ uno sguardo interiore, silenzioso, contemplativo, capace di vedere l’invisibile.
Perfino nella lingua moderna, sopravvivono tracce di questa antica parola. In inglese, si dice che qualcuno “has nous” per indicare intelligenza o buon senso. Un piccolo fossile linguistico che conserva, in una battuta colloquiale, l’eco di un concetto che attraversa tutta la storia del pensiero.
In fondo, riflettere sul noรปs significa riflettere su ciรฒ che rende umano l’essere umano: la capacitร di pensare, di capire, di vedere al di lร dell’apparenza. ร il ponte tra la mente individuale e un ordine piรน grande, tra l’uomo e il cosmo, tra il pensiero e l’essere.



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