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La visita al MANN di ieri mi ha dato alcuni approfondimenti importanti per il mio libro sula Cavalleria Magno Greca. Ogni volta che ci entro trovo sempre nuovi spunti di riflessione. In particolare la Tomba di Nola ha evidenziato dipinti funerari importanti.
Infatti nel corso del V secolo a.C., l’area campana si presenta come un territorio profondamente eterogeneo, popolato da comunitร etrusche, sannitiche, osche e greche, in costante contatto e interazione culturale. Questo dinamismo si riflette anche nell’ambito funerario, dove le รฉlite locali manifestano il proprio prestigio attraverso monumenti e apparati decorativi di grande impatto. Tra le immagini piรน ricorrenti nelle tombe dipinte e nei corredi funerari del periodo, la raffigurazione del cavaliere a cavallo occupa un ruolo centrale, poichรฉ associata all’aristocrazia guerriera e alla celebrazione del defunto come eroe.
L’iconografia del cavaliere, che trova paralleli nel mondo etrusco e greco, assume in Campania caratteristiche peculiari. Il cavallo, animale di grande valore economico e simbolico, diventa la rappresentazione visibile dello status sociale, mentre la figura del cavaliere puรฒ essere interpretata come allusione alla forza, al coraggio e al viaggio ultraterreno del defunto. Nelle pitture funerarie, la scena รจ solitamente costruita con il cavaliere di profilo, armato di lancia e scudo, talvolta accompagnato da scudieri o offerenti, e incorniciata da fregi geometrici policromi che rafforzano la solennitร della composizione.
Esemplare in tal senso รจ la Tomba di Via Seminario a Nola, scoperta nel 1977 e databile tra la fine del V e l’inizio del IV secolo a.C. Sulle pareti della camera funeraria si sviluppa una scena che vede protagonista un cavaliere armato, affiancato da figure di armigeri e personaggi in posizione di servizio. Il linguaggio figurativo della tomba, pur richiamando modelli greci della cavalcata eroica, rivela una maggiore rigiditร compositiva e un uso del colore tipicamente campano, con tonalitร vivaci di rosso, ocra e nero. La tomba nolana, oggi esposta al al MANN nella mostra Magna Grecia, รจ considerata una delle testimonianze piรน significative dell’arte funeraria campana del periodo, e il suo repertorio iconografico evidenzia la volontร di eroizzare il defunto attraverso simboli immediatamente riconoscibili.
Analoghe raffigurazioni si ritrovano nelle necropoli di Pontecagnano, dove numerose tombe a camera e a fossa mostrano cavalieri in partenza o di ritorno, spesso associati a corredi costituiti da armi e vasellame di lusso. In alcuni casi, la scena della cavalcata sembra alludere a un viaggio rituale verso l’aldilร , sottolineando la funzione psicopompa dell’animale. Altri contesti rilevanti si trovano a Suessula e Capua, centri etrusco-campani che, oltre a presentare pitture murali, restituiscono frequenti elementi equestri nei corredi (morsi di cavallo, speroni, bardature), a testimonianza del ruolo distintivo della cavalleria nell’ideologia aristocratica.
Non meno importante รจ l’influenza proveniente dal mondo greco, in particolare dalle colonie come Poseidonia (Paestum). Sebbene la celebre Tomba del Tuffatore presenti un tema diverso, le tombe dipinte di Poseidonia offrono modelli figurativi e compositivi che si riflettono, con varianti locali, anche nelle pitture campane. Il confronto evidenzia un linguaggio visivo ibrido: da un lato il naturalismo greco, dall’altro la persistenza di schemi narrativi e stilistici di matrice etrusco-italica.
Nel complesso, le tombe campane del V secolo a.C. che raffigurano cavalieri a cavallo rappresentano una fonte preziosa per comprendere le dinamiche sociali e religiose dell’epoca. La cavalcata del defunto, spesso accompagnata da gesti rituali o dall’offerta di doni, non รจ soltanto un ricordo della sua attivitร guerriera, ma un vero e proprio manifesto politico e dinastico. Attraverso l’eroizzazione iconografica, le famiglie aristocratiche riaffermano la propria centralitร all’interno della comunitร , utilizzando la tomba come spazio simbolico di autorappresentazione.
Questa produzione artistica, frutto di un continuo dialogo con il mondo etrusco e greco, si caratterizza per un linguaggio originale, che coniuga la rigiditร compositiva tipica delle tradizioni italiche con la raffinatezza cromatica e tematica di modelli esterni. Le raffigurazioni di cavalieri, pur differenziandosi nei dettagli da sito a sito, condividono dunque un medesimo messaggio: celebrare il defunto come guerriero ed eroe, capace di perpetuare nel mondo ultraterreno il prestigio acquisito in vita.



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