๐๐ข๐ฆ๐จ๐ง ๐๐ข ๐๐ญ๐๐ง๐: ๐ข๐ฅ ๐ฉ๐ซ๐ข๐ฆ๐จ ๐ฆ๐๐๐ฌ๐ญ๐ซ๐จ ๐๐๐ฅ๐ฅ’๐๐ซ๐ญ๐ ๐๐ช๐ฎ๐๐ฌ๐ญ๐ซ๐ ๐ ๐ฅ๐ ๐ฌ๐ฎ๐ ๐๐ซ๐๐๐ข๐ญ๐̀ ๐๐ข๐ง๐จ ๐ ๐๐ฅ๐ข๐ง๐ข๐จ ๐ข๐ฅ ๐๐๐๐๐ก๐ข๐จ
Nel mio attuale studio ed approfondimento della Cavalleria Greca e Magno Greca non potevo non citare il capostipite dell'Arte Equestre. Conosciamo meglio Senofonte ma pare che egli si sia ispirato a Simon di Atene nella sua opera.
Unanimemente considerato il primo autore noto di un trattato sull’arte equestre. Vissuto probabilmente nella prima metร del V secolo a.C., Simon apparteneva all’ambiente aristocratico ateniese legato al corpo degli hippeis, la cavalleria cittadina, e doveva essere egli stesso cavaliere o istruttore militare. La scarsitร di dati biografici certi non deve trarre in inganno: il suo nome emerge dalle fonti come quello di un pioniere della tecnica equestre, al punto che Senofonte, un secolo dopo, lo citerร espressamente nel proprio Perรฌ hippikรชs come modello e predecessore.
L’opera di Simon, oggi purtroppo perduta, portava il titolo di ฮ ฮตฯแฝถ แผฑฯฯฮนฮบแฟฯ (Sull’arte equestre), lo stesso che Senofonte adotterร piรน tardi per il suo manuale. Dalle poche testimonianze sopravvissute possiamo dedurre che si trattava di un testo in piรน libri, di taglio tecnico e pratico, destinato a fornire consigli sulla scelta del cavallo, l’addestramento, l’equipaggiamento e la cura dell’animale. La sua originalitร sta nell’approccio sistematico: Simon non si limitava a osservazioni generiche, ma cercava di definire criteri oggettivi per valutare il cavallo ideale. Uno dei frammenti, tramandato da Senofonte, lo vede indicare gli zoccoli e i tendini come tratti morfologici da esaminare per giudicare la qualitร di un animale.
Senofonte, nel Perรฌ hippikรชs, lo cita con grande rispetto, sottolineando come Simon avesse giร trattato “con dovizia di particolari” molti aspetti della scelta del cavallo, al punto che egli stesso preferisce non ripetere ciรฒ che era stato espresso con tanta chiarezza. Ciรฒ dimostra che la sua opera era nota e apprezzata ancora nel IV secolo a.C.
Oltre all’addestramento del cavallo in senso stretto, Simon doveva interessarsi anche all’uso della cavalleria sul campo di battaglia. La cavalleria ateniese, composta dalle classi piรน abbienti, richiedeva abilitร che andavano ben oltre il semplice saper montare a cavallo: occorreva addestrare l’animale a muoversi in formazione, eseguire cariche ordinate e compiere esercizi complessi come il lancio del giavellotto a cavallo, fondamentale per la cavalleria leggera greca.
Sebbene non possediamo passaggi espliciti di Simon su questo tema, il legame tra equitazione e tattica militare รจ naturale. In questo senso la sua influenza non si fermรฒ alla Grecia classica: la tradizione tecnica che inaugurรฒ passรฒ, tramite Senofonte e gli autori ellenistici, fino al mondo romano.
Un’eco di questa ereditร si ritrova in Plinio il Vecchio (I sec. d.C.), che nella Naturalis Historia (VIII, 65) descrive con ammirazione la perizia degli antichi cavalieri greci, capaci di eseguire con eleganza e precisione il lancio del giavellotto a cavallo. Plinio non cita Simon direttamente, ma la sua testimonianza si colloca idealmente nel solco della tradizione tecnica inaugurata da quest’ultimo.
Plinio vede in questa abilitร non solo un esercizio militare, ma una vera e propria arte, frutto di un rapporto di fiducia e addestramento reciproco tra cavaliere e cavallo: un concetto che era stato centrale anche per Simon e che Senofonte riprenderร nei suoi precetti sull’addestramento non coercitivo. Possiamo dunque ipotizzare che Plinio, nel lodare i Greci per la loro eccellenza in questa disciplina, faccia indirettamente riferimento a quella scuola equestre ateniese di cui Simon fu il primo teorico.
La figura di Simon di Atene ci appare sfocata, priva di dettagli biografici e priva della sua voce diretta, ma la sua influenza attraversa i secoli. Egli rappresenta il primo tentativo consapevole di codificare per iscritto l’arte equestre, un’arte che nella Grecia classica era insieme aristocratica, militare e sportiva. Senza Simon non avremmo avuto il Senofonte “maestro di equitazione” che tanto ha influenzato l’Occidente; e senza questa tradizione tecnica, anche le osservazioni di Plinio il Vecchio sui cavalieri greci e le loro abilitร sarebbero forse state piรน povere di contenuto.
CITAZIONI:
Frammento citato da Senofonte (Perรฌ hippikรชs I, 2):
แฝ
ฯฮฑ ฮผแฝฒฮฝ ฮฟแฝฮฝ ฮฃฮฏฮผฯฮฝ แฝ แผฮธฮทฮฝฮฑแฟฮฟฯ ฮตแผดฯฮทฮบฮตฮฝ ฯฮตฯแฝถ ฯฮฟแฟฆ แผตฯฯฮฟฯ
ฮบฯฮฎฯฮตฯฯ, ฮฟแฝฮดแฝฒฮฝ แผฮฝ แผฮปฮปฮฟ ฯฯฮฟฯฮธฮตฮฏฮทฮฝ· ฮบฮฑฮปแฟถฯ ฮณแฝฐฯ ฮตแผดฯฮทฮบฮต.
Traduzione:
"Tutto ciรฒ che Simon di Atene ha detto sull’acquisto del cavallo, non aggiungerei nulla: poichรฉ lo ha spiegato bene."
Frammento (Polluce, Onomastikon, I, 214):
ฮฃฮฏฮผฯฮฝ ฮดแฝฒ ฯแฝธฮฝ แผตฯฯฮฟฮฝ แผฮดฮฟฮบฮฏฮผฮฑฮถฮตฮฝ แผฮบ ฯแฟถฮฝ แฝฮฝฯฯฯฮฝ ฮบฮฑแฝถ ฯแฟถฮฝ ฯฮตฮฝฯฮฝฯฯฮฝ.
Traduzione:
"Simon valutava il cavallo a partire dagli zoccoli e dai tendini."
Plinio il Vecchio, Naturalis Historia VIII, 65:
Graeci vero laudantur, quod ex equo iaculantur cursu, quemadmodum Amazones et Scythae.
Traduzione:
"I Greci sono lodati perchรฉ, durante la corsa, lanciano il giavellotto da cavallo, come le Amazzoni e gli Sciti."



Commenti
Posta un commento