ππ£πππ₯ππππ πππ§ππ‘π - ππ₯πππππ§π ππ π£π’π π£ππ
Dal graffito di Pompei, studiando Epigrafia ne esce anche questo aneddoto che conoscevo ma che ho avuto modo di approfondire con le fonti.
π·πππππππππ πππππππππ
πππππππ π΅πππππππππ
πππππππ ππ ππππ(π) π·πππππππππ
[CIL IV 2183]
Secondo Tacito, durante uno spettacolo di gladiatori nell’anfiteatro di Pompei, scoppiΓ² una violenta rissa tra spettatori pompeiani e nocerini (abitanti di Nuceria, oggi Nocera Inferiore). Entrambe le comunitΓ avevano una forte rivalitΓ , accentuata anche da questioni territoriali e politiche locali.
L'episodio della rissa gladiatoria a Pompei del 59 d.C., descritta da Tacito negli Annales, libro XIV, paragrafo 17, Γ¨ uno degli esempi piΓΉ antichi e vividi di violenza da "tifoseria" nella storia romana. Γ interessante non solo per il suo valore storico, ma anche per come anticipa dinamiche sociali e psicologiche legate allo sport e all'identitΓ di gruppo. La rissa scoppiΓ² per futili motivi, ma degenerΓ² rapidamente in violenze gravi. I nocerini ebbero la peggio, con molti feriti e diversi morti. I sopravvissuti fecero appello all’imperatore Nerone chiedendo giustizia.
Il caso fu considerato molto grave e arrivΓ² a Roma, dove il Senato intervenne con sanzioni esemplari:
Fu vietato a Pompei di organizzare altri spettacoli gladiatori per 10 anni. Il promotore dello spettacolo, Livineio Regolo, fu esiliato.
Tacito sottolinea come questo episodio rappresentasse una degenerazione del costume pubblico e un segnale di declino morale.
Vediamo il passo di TACITO:
In questo tempo, di piccola contesa tra i Nocerini e Γ¬ Pompeani uscΓ¬ molto sangue nella festa degli accoltellanti, che faceva Livineio Regolo, raso, come dissi, del senato; imperocchΓ¨ dalle insolenze castellane vennero alle villanie, a’ sassi, all’armi: e vinse la plebe pompeiana, che aveva la festa in casa. Molti Nocerini furon portati in Roma, feriti o storpiati, o morti, e pianti da lor padri e figliuoli. Il principe rimise la causa al senato, esso ai Consoli, e ritornΓ² a’ Padri; i quali vietarono a’ Pompeani tal festa per dieci anni: disfecero lor compagnie fatte fuor di legge, e sbandirono Livineio e gli altri primi rissanti.
(πaπiπo, πnπ§aπ₯eπ¬, XπV, π7)
Da notare che gli Ischitani parteggiavano per i Pompeiani chiamati appunti Pitecusani dall'antico nome greco dell'Isola.



Commenti
Posta un commento