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Oggi, 2 luglio, Facebook mi ricorda un momento speciale vissuto nel 2021: la presentazione del Catalogo Generale del Museo Filangieri, articolato in ben tre volumi. Un progetto ambizioso e prezioso che ha restituito luce, ordine e dignitร scientifica alle straordinarie collezioni del museo. In quell’occasione, in una sala gremita di studiosi, appassionati e protagonisti della cultura partenopea, ebbi l’onore di offrire il mio contributo alla redazione della sezione dedicata alle spade ispano-napoletane – armi che porto nel cuore non solo per il loro valore storico, ma per la profonda connessione simbolica con la nostra identitร mediterranea.Il mio lavoro, seppur una piccola tessera in un grande mosaico, รจ per me motivo di orgoglio. Non si รจ trattato soltanto di schedare oggetti, ma di ridare voce a manufatti muti, restituendo loro contesto, dignitร e racconto. Questa รจ la mia personale ereditร per Napoli: contribuire, con passione e competenza, alla tutela e alla valorizzazione di un patrimonio che troppo spesso rischia l’oblio.
Il Museo Filangieri รจ da sempre per me piรน di un’istituzione museale: รจ un luogo dell’anima, un tempio della memoria collettiva e un faro per chi, come me, non ha mai smesso di credere nel potenziale di Napoli.
Da allora non ho mai smesso di promuovere il museo in Italia, con iniziative, convegni, interventi e racconti: ogni occasione รจ buona per restituire al Filangieri il ruolo che merita nella narrazione culturale nazionale.
Oggi, a distanza di anni, sento che quel “rinascimento illuminato” che auspicavo allora รจ ancora vivo. Napoli ha sete di cultura, e noi tutti – studiosi, cittadini, appassionati – abbiamo il dovere di nutrirla.




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