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La monetazione greca di Napoli affonda le sue radici nel V secolo a.C., quando la cittร , conosciuta all’epoca come Neapolis, iniziรฒ a battere moneta in autonomia, affermando cosรฌ la propria identitร all'interno del panorama della Magna Grecia. Neapolis era una cittร giovane, fondata da coloni cumani nei pressi dell'antica Partenope, e rapidamente divenne un centro prospero e culturalmente vivace. Proprio da questa tradizione greca e mitologica derivano le prime emissioni monetarie, che riflettono tanto la devozione religiosa quanto il contesto politico del tempo.
Le prime monete furono coniate in argento, principalmente sotto forma di didrammi o nomoi, e presentavano al dritto la testa della ninfa Partenope, figura mitologica legata alla fondazione stessa della cittร , mentre al rovescio compariva un toro androcefalo, cioรจ con volto umano, che rappresentava molto probabilmente il dio fluviale Acheloo. Questo simbolo, comune anche in altre emissioni della Magna Grecia, assumeva a Neapolis un valore distintivo e locale, legato probabilmente al culto del fiume Sebeto e alle celebrazioni agonistiche religiose.
Un esemplare particolarmente significativo รจ il didramma d’argento coniato tra il 450 e il 420 a.C., in cui Partenope รจ raffigurata con tratti delicati e capelli fluenti, mentre sul rovescio il toro androcefalo avanza verso destra, spesso accompagnato da simboli religiosi o dalla presenza di Nike, la Vittoria alata. Questo tipo monetale non solo rimanda all'immaginario religioso della cittร , ma si configura anche come uno dei primi modelli artistici che influenzeranno la successiva monetazione romana.
Col passare dei decenni, la monetazione napoletana continuรฒ a evolversi sia stilisticamente che simbolicamente. Un esempio eloquente di questa maturazione artistica รจ offerto dallo statere d’argento databile intorno al 300 a.C., anch'esso recante sul dritto la testa della ninfa Partenope, ormai raffigurata con maggiore realismo e raffinatezza. Sul rovescio permane la figura del toro androcefalo, ma la composizione diventa piรน dinamica e ricca di dettagli: spesso compare la legenda NEOฮ ฮฮฮฮคฮฉฮ, che indica con fierezza l’identitร cittadina. In alcuni casi, la scena รจ arricchita dalla rappresentazione della dea Nike nell'atto di incoronare il toro, una chiara allusione alla vittoria e alla protezione divina sulla cittร .
Anche dopo la conquista romana, avvenuta nel 326 a.C., Neapolis mantenne attiva la propria zecca per diversi decenni, conservando l’uso della lingua greca nelle legende e uno stile tipicamente ellenistico. Questa persistenza rappresenta un tratto peculiare nella transizione dalla monetazione greca a quella romana, tanto che le monete di Neapolis furono in parte assunte a modello per le prime emissioni bronzee della Repubblica romana.
Dunque, le prime monete di Neapolis furono veri e propri manifesti culturali. Esse incarnano una sintesi raffinata tra religione, arte e identitร civica, testimoniando il ruolo di Napoli come crocevia tra la tradizione greca e l’egemonia romana. Oggi, questi esemplari sono conservati in importanti collezioni pubbliche, tra cui il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e il Museums Victoria di Melbourne, e continuano ad affascinare studiosi e appassionati di numismatica per la loro bellezza e il loro valore storico.



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