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Sono immerso nel secondo esame della Magistrale quale EPIGRAFIA LATINA. Oltre al manuale ho un approfondimento importante sulle mie zone. Lo studio di circa 150 epigrafi misenensi e il libro di Camodeca sulle Istituzioni e societร di Puteoli.
Nella prima parte del libro ho appreso la divisione precisa delle Regioni di Pozzuoli attraverso lo studio delle Epigrafi.
L’antica cittร di Puteoli, oggi Pozzuoli, rappresentava uno dei principali centri urbani e portuali dell’Italia romana. Seconda solo a Ostia per importanza commerciale, Puteoli svolse un ruolo cruciale come porto dell'annona per Roma, sede di collegia professionali, e fulcro di intensa attivitร religiosa e culturale. In questo contesto, la suddivisione della cittร in regiones rifletteva un sistema amministrativo, topografico e identitario ben strutturato. Sebbene non codificata come quella delle 14 regiones Augustee di Roma, la ripartizione puteolana in sette regiones รจ attestata epigraficamente e ci restituisce uno spaccato unico della vita urbana in un centro provinciale di rilievo.
Il termine regio, nel contesto puteolano, indica un'ampia unitร territoriale urbana o suburbana, utilizzata soprattutto nei contesti funerari ed epigrafici per identificare l’origine o il luogo di sepoltura di un individuo. Le regiones puteolane non erano probabilmente circoscrizioni amministrative formali nel senso moderno, ma piuttosto zone topografiche di uso comune, riconosciute dalla cittadinanza e dai collegia religiosi o professionali, e talvolta legate a culti, famiglie aristocratiche o attivitร economiche. L’uso della regione come elemento identificativo รจ centrale nel linguaggio funerario: “Regione Palatina” o “vicus Calipurnianus” diventano veri e propri indicatori di appartenenza, al pari della gens o della collegia.
Le regioni attestate dalle fonti epigrafiche e studiate in modo sistematico da G. Camodeca e altri epigrafisti sono:
3.1 Arae Lucullanae
Regione probabilmente ubicata nella zona alta della cittร , forse in corrispondenza di un’area sacra o villa legata al generale romano Lucullo, noto per le sue sontuose proprietร nei Campi Flegrei. ร plausibile che in quest’area vi fosse un complesso monumentale dedicato a riti misterici o a culti orientali.
3.2 Decatriae
Toponimo enigmatico, forse derivante da un culto decemvirale o da una divisione in dieci unitร . Potrebbe corrispondere a un’area pianificata, o a una zona abitata da un collegium di dieci membri. L’etimologia richiama anche i Decatriai del mondo greco, rendendo plausibile una connessione culturale greco-romana.
3.3 Hortensiana
Questa regione potrebbe derivare il suo nome dalla gens Hortensia, a conferma del legame tra aristocrazia romana e assetto urbano puteolano. La presenza di tale denominazione potrebbe riflettere un possedimento o una lottizzazione urbana appartenente alla famiglia, oppure un culto gentilizio.
3.4 Palatina
Il toponimo evoca il Palatino di Roma, e potrebbe indicare un’area elevata e centrale della cittร . Alcuni studiosi ipotizzano una collocazione presso il Rione Terra, nucleo urbano originario di Puteoli. Le fonti funerarie sembrano collocarla in un settore di prestigio, probabilmente con edifici residenziali importanti.
3.5 Portae Triumphalis
Nome suggestivo, probabilmente legato a una porta monumentale della cittร , associata a cerimonie trionfali o processioni religiose. Potrebbe trattarsi di un accesso principale dalla via costiera, collegato a un complesso architettonico di rilievo, forse una via sacra o un arco onorario.
3.6 Vici Vestoriani et Calipurniani
Due vici distinti, ma spesso citati insieme, legati rispettivamente alle gentes Vestorii e Calpurnii. La denominazione richiama una forte presenza gentilizia e forse una divisione della zona tra due famiglie romane potenti. In queste aree si registra anche un’attivitร epigrafica significativa, indice di densitร demografica e vitalitร associativa.
3.7 Clivi Vitrari sive Vici Turari
Una delle regiones piรน interessanti dal punto di vista economico: il clivus vitrariorum (salita dei vetrai) indica la presenza di laboratori artigianali di vetro, mentre i turarii erano profumieri o venditori d’incenso, connessi a culti religiosi. Ciรฒ evidenzia un tessuto urbano articolato, dove convivevano attivitร artigiane e pratiche cultuali.
Le iscrizioni sono la principale fonte per la conoscenza di queste regiones. Molti epitaffi indicano la regio di provenienza del defunto, spesso in associazione con la collegia funeraticia. Ad esempio:
"M. Livius Festus, regio Palatina, collegio dendrophororum."
(CIL X, 1783)
Oppure:
"Valeria Prisca, ex regione Arae Lucullanae, sepulta cum suis."
Queste iscrizioni non solo localizzano la sepoltura, ma delineano una geografia mentale della cittร , in cui l’identitร territoriale aveva un ruolo sociale determinante.
La divisione di Puteoli in sette regiones รจ un sistema di appartenenze urbane, legato a culti, famiglie, professioni e luoghi simbolici. Essa ci restituisce l’immagine di una cittร vivace, articolata, stratificata, dove la memoria dei luoghi era parte integrante della vita civile e religiosa.
L’analisi di queste regiones ci offre una rara possibilitร di osservare l’organizzazione urbana di una cittร romana al di fuori di Roma, ma comunque profondamente connessa alle sue strutture simboliche e sociali.



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