Considerazioni del giorno 07 Gennaio 2025

La cultura monumentale è la memoria tangibile dell’umanità, un dialogo silenzioso tra il passato e il presente che ci invita a riflettere sulle radici della nostra identità. Ogni monumento racconta una storia: di conquiste, sogni e cadute, ma soprattutto di creatività e speranza. Preservare e valorizzare questi simboli non è solo un atto di rispetto per chi li ha costruiti, ma un dono alle generazioni future, affinché possano trovare ispirazione nella bellezza e nella conoscenza che essi custodiscono. Proteggere i monumenti significa onorare la memoria e costruire ponti tra epoche e culture, alimentando il senso di appartenenza a un mondo condiviso e ricco di diversità.

Il contributo dei Siracusani alla fondazione e allo sviluppo di Neapolis


La città di Neapolis (Νεάπολις, "città nuova"), corrispondente all'attuale Napoli, venne fondata nel V secolo a.C. come rifondazione e ampliamento del preesistente insediamento di Partenope. Tradizionalmente, la fondazione di Neapolis viene attribuita ai coloni provenienti da Cuma, città di origine calcidese, a loro volta discendenti dalla madrepatria greca (Strabone, Geographica V, 4, 7).

Tuttavia, nella dinamica complessa della colonizzazione e delle influenze politiche in Magna Grecia, Siracusa ebbe un ruolo significativo. Sebbene i Siracusani non siano stati i fondatori diretti di Neapolis, la loro presenza politica e militare nell'Italia meridionale fu fondamentale per il consolidamento della città. In particolare, a partire dal IV secolo a.C., Siracusa — sotto la guida del tiranno Dionisio I — perseguì una politica espansionistica nel Tirreno, mirando a contrastare la potenza etrusca e a controllare le principali rotte commerciali (Diodoro Siculo, Bibliotheca Historica XIV, 7-8).

Le fonti antiche testimoniano numerosi interventi siracusani in Campania: Dionisio I intervenne militarmente in favore di Cuma e di altre città greche locali, fornendo appoggio strategico contro i Sanniti e altri popoli italici (T. J. Dunbabin, The Western Greeks, 1948, pp. 229-235). In questo contesto, Neapolis beneficiò della protezione e degli scambi promossi da Siracusa, rafforzando la propria autonomia politica ed economica.


Inoltre, fonti archeologiche indicano che a partire dal V secolo a.C. Neapolis si dotò di un'organizzazione urbana e di infrastrutture (come mura, templi e necropoli) in linea con i modelli polis greci, segno evidente di un influsso culturale e istituzionale che, sebbene non esclusivo, trova nel mondo siceliota (e quindi siracusano) un riferimento importante (G. Buchner, Neapolis in Enciclopedia dell'Arte Antica, 1963).

Il contributo dei Siracusani alla fondazione di Neapolis non si espresse attraverso un atto coloniale diretto, bensì mediante un sostegno politico, militare e culturale che favorì lo sviluppo urbano e l'integrazione di Neapolis nella rete delle città greche dell'Italia meridionale.


Bibliografia essenziale

  • Buchner, G., "Neapolis", in Enciclopedia dell'Arte Antica, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1963.

  • Diodoro Siculo, Bibliotheca Historica, libro XIV.

  • Dunbabin, T. J., The Western Greeks: The History of Sicily and South Italy from the Foundation of the Greek Colonies to 480 B.C., Oxford, Clarendon Press, 1948.

  • Strabone, Geographica, libro V, 4, 7.

  • De Franciscis, A., La Campania antica, Napoli, Società Editrice Napoletana, 1972.

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Collaborazioni

  • Castel Sant'Elmo - Napoli
  • Gallerie degli Uffizi di Firenze
  • Maschio Angioino - Comune di Napoli
  • Museo di Capodimonte - Napoli
  • Museo Filangieri di Napoli
  • Parco Archeologico dei Campi Flegrei
  • Parco Archeologico di Pompei
  • Parco Archeologico di Posillipo