Considerazioni del giorno 07 Gennaio 2025

La cultura monumentale รจ la memoria tangibile dell’umanitร , un dialogo silenzioso tra il passato e il presente che ci invita a riflettere sulle radici della nostra identitร . Ogni monumento racconta una storia: di conquiste, sogni e cadute, ma soprattutto di creativitร  e speranza. Preservare e valorizzare questi simboli non รจ solo un atto di rispetto per chi li ha costruiti, ma un dono alle generazioni future, affinchรฉ possano trovare ispirazione nella bellezza e nella conoscenza che essi custodiscono. Proteggere i monumenti significa onorare la memoria e costruire ponti tra epoche e culture, alimentando il senso di appartenenza a un mondo condiviso e ricco di diversitร .

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Fin dai primi approcci allo studio dell’arte e della cultura etrusca, una figura ha suscitato in me particolare curiositร : il Phersu. Questo enigmatico personaggio mascherato, rappresentato in alcune pitture tombali del periodo arcaico, appare come protagonista di scene violente e rituali che paiono anticipare in modo inquietante i successivi giochi gladiatori romani. In questo articolo propongo una riflessione sulla funzione simbolica del Phersu, sulla sua interpretazione nelle fonti iconografiche e sulla sua possibile connessione con le origini delle esibizioni cruente dell’arena romana.
La principale testimonianza iconografica del Phersu ci proviene dalla cosiddetta Tomba degli Auguri di Tarquinia, datata intorno alla metร  del VI secolo a.C. In una delle pareti affrescate si osserva una scena fortemente dinamica: un uomo con una maschera grottesca, il Phersu appunto, conduce al guinzaglio un cane feroce contro un altro uomo, nudo e bendato, il volto coperto da un sacco e un bastone in mano. La tensione fisica e drammatica dell’episodio รจ evidente, e la sua ambiguitร  ha alimentato interpretazioni divergenti.
Il termine Phersu รจ verosimilmente all'origine del latino persona, da cui deriva anche il concetto moderno di "personaggio" e "maschera teatrale". In etrusco, perรฒ, il significato sembra ancora carico di valenze rituali. Il Phersu non รจ solo un "mascherato", ma un agente del rituale, una figura che agisce in uno spazio liminale tra il sacro e il profano, tra vita e morte.
Secondo alcuni studiosi, come Massimo Pallottino e Giulio Giglioli, la scena della Tomba degli Auguri rappresenterebbe un rito funebre, volto a esorcizzare la morte o a garantire la transizione del defunto nel mondo dell’aldilร . Il Phersu, in quest’ottica, potrebbe incarnare una figura simile a quella dell’psicopompo, colui che guida le anime, ma in una forma decisamente piรน cruenta e performativa.
Una delle ipotesi piรน affascinanti, che personalmente ritengo degna di approfondimento, รจ quella che mette in relazione il Phersu con le origini dei giochi gladiatori romani. รˆ noto che tali giochi nacquero come rituali funerari, gli ๐Œ๐”๐๐„๐‘๐€, offerti ai defunti di alto rango. La somiglianza tra le esibizioni del Phersu e i primi duelli gladiatori – in particolare l’elemento del combattimento, il travestimento, l’uso di animali feroci – lascia supporre una possibile continuitร  rituale e culturale.
Il passaggio da rituale a spettacolo, tipico del mondo romano, potrebbe aver preso spunto da queste forme arcaiche di "dramma cruento" etrusco. L’elemento della maschera, della finzione, dell’identitร  nascosta e ambigua, rimane costante anche nelle arene romane, dove i gladiatori spesso combattevano sotto nomi e ruoli mitologici.

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Collaborazioni

  • Castel Sant'Elmo - Napoli
  • Gallerie degli Uffizi di Firenze
  • Maschio Angioino - Comune di Napoli
  • Museo di Capodimonte - Napoli
  • Museo Filangieri di Napoli
  • Parco Archeologico dei Campi Flegrei
  • Parco Archeologico di Pompei
  • Parco Archeologico di Posillipo

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